Blue Shadow – NES

  • Presentazione
  • Grafica
  • Sonoro
  • Giocabilità
  • Longevità

Blue Shadow è uno dei migliori giochi per NES meno noti al grande pubblico, visto che in pochi l’acquistarono e ancor meno se lo ricordano dopo tutto questo tempo. Era già il 1990, ma le influenze anni ’80 restavano molto forti nei videogame a livello di storie e protagonisti. Come spiegare, altrimenti, un titolo in cui l’intera New York è presa d’assalto da ninja, robot e soldati di vario tipo?

Blue ShadowIl titolo sviluppato da Natsume era un classico action game a scorrimento laterale, categoria dominante all’epoca. Rispetto ai molti rivali, e alla prima ispirazione Ninja Gaiden, offriva il multiplayer in contemporanea per due giocatori. Solo questo aumentava di molto l’interesse del gioco, incrementato anche dal gameplay semplice ma mai banale.

Ogni livello offriva nuovi ostacoli e situazioni di combattimento pensate per scatenare la fantasia del giocatore, visto che c’erano più soluzioni a uno stesso problema. Ad esempio, potevamo aggirare molti nemici, sfruttando l’agilità dei nostri ninja. O altrimenti combattere con tutti, magari raccogliendo prima i bonus dedicati alle armi.

Anche la realizzazione metteva in evidenza tutta l’abilità del team creativo con l’hardware (molto limitato) del Nintendo Entertainmetn System. Il dettaglio grafico, senza stupire, era discreto e le animazioni dei personaggi, pur minuscoli, altrettanto curate. Ma l’aspetto migliore stava nel sonoro, grazie alle ottime musiche, e nella varietà delle ambientazioni.

Blue ShadowBlue Shadow, insomma, era un chiaro esempio di come si potesse creare un buon titolo senza inventare nulla. I comandi funzionavano bene ed erano sempre puntuali, la difficoltà ben misurata e il design della grafica abbastanza buono da non venire subito a noia. L’unico problema? In fondo, di giochi simili ce n’erano già decine anche sullo stesso NES.

Per via dell’aspetto molto classico, Blue Shadow non ha goduto di grande popolarità pur essendo apprezzato dagli intenditori. Anche oggi, chi ama il filone ninja, non può non riconoscere l’abilità di Natsume nell’usare tutti gli elementi tipici della categoria. Salti, combattimenti, bonus e ottime musiche: c’era davvero tutto – tranne un pizzico di originalità.