Citadel – Commodore 64

  • Presentazione
  • Grafica
  • Sonoro
  • Giocabilità
  • Longevità

Citadel è uno di quei gioielli di fine anni ’80 ormai dimenticati, inizialmente snobbato dal pubblico ma che oggi potrebbe ancora dire la sua. Realizzato dal solo Martin Walker, nome celebre per le colonne sonore, univa gli elementi chiave dei generi sparatutto e puzzle. Ma di cosa si trattava esattamente? Controllando un drone, con inquadratura dall’alto, dovevamo trovare l’uscita in una decina di labirinti futuristici ripieni di insidie.

CitadelPer farlo servivano riflessi, intelligenza e abilità nel risolvere rapidamente enigmi di natura prettamente arcade: azionare interruttori, trovare oggetti e così via. Il bello di Citadel stava nella complessità nascosta sotto a una presentazione grafica piuttosto semplice: livelli fatti a cubi e avversari robotizzati molto simili tra loro. Per superare ciascun livello, potevamo sparare ai nemici ma era molto più utile sfruttare il controllo a distanza.

Quest’ultimo si attivava tenendo premuto il pulsante di fuoco e muovendo il bersaglio su un nemico che diventava in seguito nostro alleato (e scudo). Con lo stesso metodo, si potevano attivare le caselle speciali che contenevano i pulsanti necessari ad aprire nuovi passaggi. Il tutto stando fermi, quindi dovevamo prima trovare un riparo adeguato da cui pianificare le nostre mosse.

CitadelLa stessa conformazione dei labirinti era molto ingegnosa e studiata per far ragionare il giocatore. All’inizio, veder distruggere il nostro drone era una prassi inevitabile, dato che finiva facilmente in mezzo al fuoco incrociato. Ma studiando i passaggi alternativi e gli aiuti presenti nello scenario si apriva tutto un altro mondo. Citadel, proprio per questo, viene ancora celebrato da chi ebbe la pazienza di svelarne tutte le qualità.

Tecnicamente, il titolo firmato Electric Dreams si presenta bene ancora oggi pur evidenziando un’enorme mancanza di varietà. I livelli, come gli stessi nemici, sono troppo simili tra loro e la grafica perde d’impatto dopo pochi minuti. Invece, il gameplay mantiene le ottime idee che funzionavano già allora, purtroppo dimenticate dai giochi successivi a causa dello scarso successo di Citadel.