Contra Hard Corps – Mega Drive

  • Presentazione
  • Grafica
  • Sonoro
  • Giocabilità
  • Longevità

Quando Konami decise finalmente di portare le sue serie su Mega Drive era troppo tardi per cambiare il destino di questa console, ma si videro comunque delle ottime prove di talento. Una su tutte fu Contra Hard Corps, noto come Probotector in Europa, subito riconosciuto tra i migliori sparatutto disponibili per il 16 bit targato Sega. Era in pratica una “compilation” di quello che aveva reso popolare la serie Contra, oggi sparita ma allora molto popolare.

Contra Hard CorpsParliamo, ovviamente, di uno shooter a piattaforme dedicato ai giocatori più esperti visto che una partita poteva durare pochi secondi se non eravamo abbastanza abili con i comandi. Ogni livello ci lanciava addosso svariati tipi di avversari, proiettili ed esplosivi e la memorizzazione restava importante per proseguire. Ma non mancavano le sorprese, grazie alla scelta di personaggi e percorsi multipli.

Graficamente non sembrava granché all’inizio, ma dopo un paio di livelli spuntava tutta l’abilità del team di sviluppo. C’erano effetti speciali che, in teoria, il Mega Drive nemmeno poteva gestire come zoomate e rotazioni con la minima presenza di rallentamenti o altri difetti visivi. A lungo andare, Contra Hard Corps mostrava tutte le sue qualità sia nell’aspetto, sia nei contenuti.

Contra Hard CorpsIn negativo, avevamo una difficoltà (veramente) esagerata e qualche scelta di design non troppo felice. Qualche personaggio disegnato maluccio, diversi scenari troppo spogli…alcuni elementi sembravano arrivare da un gioco molto più vecchio. L’audio, invece, era sempre di ottima fattura come da scuola Konami, iniziando dalle musiche ricche di bassi dei livelli iniziali.

Mettiamoci il classico multiplayer per due giocatori, una storia curata con tanto di dialoghi e intermezzi, e vediamo perché ancora oggi sia considerato un classico. Peccato fosse uscito nel 1994, quando si stavano avvicinando le console a 32 bit e si parlava in maniera sempre più insistente della grafica 3D. Dopo vent’anni, abbiamo visto che la grafica bitmap sa ancora dire la sua e Contra Hard Corps nè è, ancora oggi, la chiara dimostrazione.