Cybernoid – Commodore 64

  • Presentazione
  • Grafica
  • Sonoro
  • Giocabilità
  • Longevità

Cybernoid è uno dei giochi più caratteristici dell’era Commodore 64 e delle idee che muovevano il mondo dei videogame a quei tempi. Ancora lontano da diventare l’industria che è oggi, era dominato da idee originali e sperimentazioni a livello tecnico, elementi che questo titolo aveva in abbondanza. Si trattava di uno tra i rarissimi incontri delle categorie sparatutto e puzzle, con una difficoltà che definire “mostruosa” è riduttivo.

CybernoidLa parte migliore resta ovviamente quella tecnica, grazie all’ottimo dettaglio, all’elevato numero di oggetti su schermo e all’eccellente colonna sonora. Pur utilizzando schermate fisse, il gioco firmato Hewson riusciva a non far rimpiangere l’assenza dello scrolling, caratteristica chiave di quasi tutti i concorrenti. Ma era qui che stava l’originalità di Cybernoid: ogni schermata era un piccolo enigma da risolvere con il joystick e le armi disponibili.

Solo superando tutte le stanze, ognuna ripiena di nemici e trappole, si poteva finalmente uscire dal livello e passare all’ambientazione successiva. Ma servivano decine di tentativi solo per andare oltre i primi scenari, visto che il minimo contatto con nemico o fondale voleva dire addio a una vita e ripartenza. In positivo, c’era una notevole selezione di armi, alcune decisive per cambiare l’esito dei combattimenti a nostro favore.

CybernoidLa cattiveria insita in Cybernoid era presente in tanti piccoli dettagli, come il limite di tempo che ci eliminava in automatico se stavamo troppo fermi. Inoltre, a ogni partiva si ricominciava dalla prima schermata e riprendeva anche la tortura dei movimenti misurati al millimetro. Questi ultimi erano complicati dalle dimensioni esagerate della nostra astronave e da collisioni non sempre perfette.

A parte queste piccole imprecisioni, perdonabili visto che parliamo del 1988, Cybernoid rimane un classico dell’intera categoria sparatutto che viene ricordato ancora oggi dai veri retrogamer. Difficile oltre la frustrazione, e ripetitivo, riuscì a mostrare nuove idee per il genere shoot’em up e collegare in modo eccellente due generi diversi. Solo per questo, merita un posto d’onore nella storia dei videogame.