Dominator – Commodore 64

  • Presentazione
  • Grafica
  • Sonoro
  • Giocabilità
  • Longevità

System 3 è ancora oggi ricordata per la celebre serie The Last Ninja, mentre i suoi altri titoli sono finiti quasi tutti nel dimenticatoio. Tra questi c’è Dominator, sparatutto ibrido verticale/orizzontale che nemmano all’uscita del 1989 riuscì a lasciare il segno. Evidentemente, fuori dalle avventure dinamiche o action game, la casa inglese aveva serie difficoltà a imporsi.

DominatorLo dimostra il fatto che parliamo di uno sparatutto generico che più generico non si può. La trovata del doppio scrolling si era già vista altrove e raramente rappresenta una rivoluzione. Soprattutto se il gioco resta difficile e molto frustrante per alcune scelte di design errate. La prima? Un’astronave enorme e passaggi molto stretti in cui transitare, mentre si dovevano evitare anche i proiettili nemici.

Visto che un colpo solo bastava a lasciarci la pelle, in Dominator contava solo la memorizzazione di fondale e ondate avversarie. Anche così, non mancavano le idee applicate male, tipo i nemici che spuntavano alle nostre spalle: una trovata davvero sadica, pensando alla difficoltà generale. Difetti che pesarono parecchio, dato che tecnicamente anche questa produzione System 3 risultava piuttosto curata.

DominatorOltre alla discreta colonna sonora iniziale, e alla fluidità complessiva, c’erano scenari ricchi di dettagli e perfino animati. Anche i nemici offrivano una buona varietà, sia estetica, sia nel loro metodo di attacco. La possibilità di distruggere i loro proiettili era una bella trovata, peccato che fossero troppi. C’era anche la questione “concorrenza” visto che gli shoot’em-up, come si chiamavano allora, erano molto diffusi su Commodore 64.

Come detto all’inizio, in pochi ricordano Dominator e neanche nel periodo di lancio fu un grande successo. Non si capiva perché, visti i successi ottenuti nel settore action adventure, System 3 non restasse nel suo genere preferito. Le uscite in altre categorie raramente le hanno portato le medesime soddisfazioni. In questo caso, si salvava solo la realizzazione tecnica ma era assente una giocabilità superiore alla media del genere.