Fantasy Zone – Master System

  • Presentazione
  • Grafica
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  • Giocabilità
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Fantasy Zone fu uno dei primi videogame a mostrare l’importanza del denaro anche nel genere sparatutto. Uscito originariamente in sala giochi, venne subito ripubblicato sui formati da casa a metà anni ’80 iniziando dal Master System. Nonostante fosse stata Sega ad occuparsene, le limitazioni dell’hardware (rispetto al coin-op) pesavano e per questo ci furono tagli soprattutto a livello grafico. Ma il gioco, per fortuna, restava pressoché intatto.

Fantasy ZoneRispetto ai tanti “spara e fuggi” dell’epoca, qui lo scrolling era libero a destra o sinistra in base alla scelta del giocatore e l’obiettivo concentrato sulla raccolta di soldi. Ogni nemico abbattuto lasciava cadere delle monete che, raccolte nella giusta quantità, consentivano di potenziare la nostra astronave. Inoltre, non c’era un inizio e una fine dei livelli: quando avevamo eliminato i vari generatori di nemici, ecco che spuntava il classico boss.

Non bastasse tutto questo a rendere Fantasy Zone diverso dai concorrenti, ecco un design molto vicino ai fumetti giapponesi nei colori vivaci e nelle forme tondeggianti. Se in occidente fece venire la nausea a molti giocatori, viste le differenze di gusti, chi andava oltre il rosa shocking trovava un titolo impegnativo e molto curato. Ad esempio, le armi e i potenziamenti acquistabili erano regolati sia dal tempo, sia dagli effetti non sempre benefici.

Fantasy ZoneIn pratica, c’era tutto un microcosmo economico attorno al sistema di raccolta del denaro, perché se si spendevano male i soldi eravamo fregati in anticipo. A questo si sommava una difficoltà mediamente alta già nelle fasi iniziali, anche a causa della troppa inerzia presente nel nostro velivolo. Spesso, si perdevano vite più andando a sbattere contro i nemici che per colpa delle loro armi.

Al di là di qualche difetto tecnico, Fantasy Zone fu un discreto successo per il Master System e diventò una serie pur dalla durata molto breve. I suoi protagonisti tornarono in altre serie firmate Sega, segno che gli sviluppatori avevano centrato in pieno lo stile grafico. Ancora oggi, in mezzo alle migliaia di shoot’em up usciti nel decennio ’80-’90 resta inconfondibile per stile, gameplay e atmosfera.

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