Gamestop chiude 200 punti vendita, quale futuro per i negozi di videogiochi?

Negozi di videogiochi tra Game Pass, Stadia e digitale

GameStop chiuderà circa 200 negozi entro la fine del 2019.

Le chiusure sono legate a livello globale, questo significa che potrebbero chiudere anche negozi in Italia.

La ragione della chiusura sono le scarse vendite, in crollo nonostante la compagnia abbia puntato molto su gadget e prodotti alternativi.

Di recente si è parlato di un forte interesse per il retrogaming che potrebbe diventare uno dei punti forti di Gamestop.

Nonostante in generale le vendite non vadano così male (il 95% dei negozi nel mondo ha chiuso in attivo), Gamestop risente del mercato digitale, di Amazon e, in generale, potrebbe sentire i colpo dei servizi di streaming e dei pass.

Prodotti come Game Pass per esempio, danneggiano fortemente i negozi di videogiochi di ogni genere, in particolare chi riesce a creare un guadagno consistente sull’usato.

Nello stesso tempo il mercato dei videogiochi si muove sempre di più in direzione del settore digitale e, addirittura, potrebbe far sbarcare una fetta dei suoi introiti direttamente nel mondo streaming.

 

C’è speranza per i vecchi negozi di videogiochi?

Il dilemma è se ci sia ancora spazio per i vecchi negozi di videogiochi.

Mentre alcune realtà riescono a restare in piedi e anche a guadagnare bene, grazie al personale, ad alcune strategie e, in generale a un modo diverso di fare il negoziante che fidelizza i clienti,; nella maggior parte dei casi il settore sembra in profonda crisi.

I sempre più diffusi acquisti digitali, accompagnati da pass e abbonamenti sono per forza di cose un elemento di perdita per i negozianti.

A questo si vanno ad aggiungere gli sconti enormi che i vari store propongono continuamente, un modello Steam che sembra non lasciare spazio per i negozi di videogiochi.

Gamestop commenta:

“Ci aspettiamo che le vendite continuino a calare nel terzo e quarto trimestre, riflettendo il termine del ciclo vitale delle attuali console.”

Con una iniezione di vita che arriverà dal lancio delle nuove console, sembra comunque che il futuro dei prodotti fisici, tanto amati anche da queste parti, sia legato strettamente al retrogaming, così come la sopravvivenza dei negozi di videogiochi.