Killer 7 – Playstation 2

  • PRESENTAZIONE
  • GRAFICA
  • SONORO
  • GIOCABILITA'
  • LONGEVITA'

E Suda fu

Uno dei personaggi più interessanti del mondo dei videogiochi è Suda 51. Lo strano autore, punk rock e folle in ogni cellula del suo corpo, si è reso noto negli anni per titoli particolari, scatti di genialità, e prodotti con scarse vendite ma che si sono trasformati rapidamente in piccoli cult come ad esempio No More Heroes, che si appresta a ricevere un sequel (il terzo) su Nintendo Switch.

Andando alle origini di Suda troviamo la sua pietra miliare, titolo di cui si discute una remaster in HD, proprio per conservare quella che oggi più che mai, pare davvero l’opera di un genio.

Killer 7 è infatti un violentissimo titolo dallo stile unico e dalla grafica minimale e stilizzata, un prodotto profondamente d’autore, artistico che ci vede interpretare una serie di Killer impegnati nell’eliminazione di una folle organizzazione terroristica.

Eccoci quindi alle prese con sequenze di shooting puro, seguite da fasi si esplorazione con movimento limitato che trasformano il gioco in una sorta di adventure.

Killer 7 si fa notare per la follia generale, la trama intricata che fa pensare alle opere hard boiled di Takashi Miike.

 

Un capolavoro da riscoprire

Quando si parla di Killer 7, l’approccio non può essere quello che diamo a un videogioco normale. E’ difficile recensire Killer 7 perché non è facile nemmeno definirlo un videogioco vero e proprio, la creazione di Suda 51 è infatti qualcosa di più. Ci troviamo infatti di fronte a un’opera sensoriale, un lavoro che pare in certi momenti un videoclip furioso, dove l’interattività lascia spesso spazio alla sequenza animata, allo shock delle immagini e al martellare della musica.

Killer 7 è un viaggio lisergico, un bad trip violento e eccitante che ci porterà di fronte a uno stile sopraffino dove forse Suda, ancora libero dalle dinamiche del mercato è riuscito a esprimersi al massimo delle sue potenzialità.

Da avere, e giocare, anno dopo anno, senza tregua.