Legend of Hero Tonma – Arcade

  • Presentazione
  • Grafica
  • Sonoro
  • Giocabilità
  • Longevità

Legend of Hero Tonma è un altro dei tanti successi firmati Irem che hanno avuto vita breve in sala giochi e negli adattamenti casalinghi, ma che vengono ancora ricordati dai retrogamer incalliti. Recuperando tutti gli elementi tradizionali del genere platform game, ci metteva nei panni del classico eroe impegnato a salvare l’immancabile principessa, in uno scenario fantasy ripieno di mostri e magia.

Legend of Hero TonmaSe state già prendendo sonno, restate svegli ancora un attimo perché ne vale la pena: gli sviluppatori avevano sì riciclato l’ambientazione, ma il risultato finale era superiore alla media. La parte migliore si trovava nella grafica che all’epoca usava una sorta di alta definizione per mostrare personaggi e scenari molto dettagliati. Tant’è che ancora oggi sembra più recente rispetto ai quasi trent’anni che si porta sul groppone.

Per il 1989, quando uscì nelle sale giochi, la resa visiva di Legend of Hero Tonma era di altissimo livello e da sola attirò migiaia di giocatori verso il cabinato. Anche il gameplay, basato sui classici salti e bonus, risultava abbastanza immediato da tenerci incollati allo schermo. Peccato che la difficoltà fosse esagerata sin dall’inizio per il numero di nemici troppo alto e la scarsità delle risorse disponibili al protagonista.

Legend of Hero TonmaQuest’ultimo poteva lanciare incantesimi o saltare in testa agli avversari, ma era troppo ingombrante come dimensioni e parecchio impacciato nei movimenti. Rispetto ad altre mascotte più famose, aveva grossi limiti anche nel look presentandosi come un bambino vestito da supereroe. In ogni caso, e al di là del design discutibile, la grafica restava ottima come dettaglio, fluidità e varietà degli scenari.

Irem si era davvero impegnata nella realizzazione curando anche musiche ed effetti sonori, nonché animazioni ed effetti speciali. Peccato che la giocabilità fosse basata troppo sulla memorizzazione: un errore voleva dire rifarsi mezzo livello incontrando magari la stessa fine dopo pochi secondi. Per quei tempi non era strano, tanto più che parliamo di un gioco da sala progettato per raccogliere monete. Oggi, invece, i limiti nel gameplay emergono immediatamente.