Master of Darkness – Master System

  • Presentazione
  • Grafica
  • Sonoro
  • Giocabilità
  • Longevità

Parlare del Dottor Social a caccia di Dracula fa ridere ai giorni nostri, ma nel 1992 era davvero la trama di un titolo uscito su Master System. Appartenente alla categoria “cloni di serie famose” Master of Darkness copiava spudoratamente Castlevania, dato che la serie Konami era ancora un’esclusiva delle console Nintendo. Riuscì a farlo con buoni risultati, benché l’impressione di essere di fronte a una semplice copia era sempre fortissima.

master-of-darkness-master-system1L’ambientazione era la Londra dell’800, ai tempi di Jack lo Squartatore. Il suddetto Dr.Social, niente a che vedere con Facebook, era un investigatore dell’occulto abile anche nell’azione e deciso a eliminare il signore dell’oscurità in persona (Dracula). Per farlo, doveva prima attraversare una quindicina di livelli armato del suo completo elegante giacca/cravatta e soprattutto delle armi raccolte lungo la strada.

Tolto il design del protagonista e qualche nemico lievemente originale, da qui in poi Master of Darkness (noto come Vampire negli Stati Uniti) risultava pressoché identico a Castlevania compreso lo stile della colonna sonora. I livelli inquadrati lateralmente e ripieni di scale o precipizi, i bonus nascosti nelle pareti…tutto ricordava la serie Konami. A proposito di arsenale: Il nostro Dr.Social poteva usare anche una clamorosa rivoltella!

master-of-darkness-master-system2Malgrado le tante scopiazzature e imitazioni, Master of Darkness ottenne una discreta accoglienza grazie alla realizzazione più che discreta. Il dettaglio grafico, l’audio e la giocabilità erano molto ben curati rispetto alla media delle uscite per Master System e nel campo dei “platform horror” non c’era quasi concorrenza. Ciò lo rese molto apprezzato tra chi non poteva giocare Castlevania e invidiava da sempre la serie originale.

Inutile dire che, con l’arrivo dei giochi Konami sulle console Sega, il Dottor Social e i suoi amici sparirono dalla circolazione. Il compito di Master of Darkness, naturalmente fallito, doveva essere far concorrenza a Castlevania cercando di rubarne la scena. Fortunatamente Sega si rese conto della missione impossibile e poco più tardi riuscì a portare lo stesso Castlevania sui suoi formati.

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