Rastan – Arcade

  • Presentazione
  • Grafica
  • Sonoro
  • Giocabilità
  • Longevità

Rastan non era considerato un classico nemmeno al primo debutto in sala giochi ma riveste un’importanza innegabile nella diffusione del genere fantasy, prima, e successivamente dei cosiddetti “hack ‘n slash”. Taito, ancora una volta, riuscì a porre le basi per la nascita di un vero e proprio sottogenere unendo gli elementi tradizionali degli action game a molte influenze dai giochi di ruolo.

rastan-arcade1Era il pieno degli anni ’80 e Dungeons ‘n Dragons rappresentava il non plus ultra dei GDR dell’epoca, mentre i videogame iniziavano a sostituire i classici passatempi del periodo. Mettiamoci anche il successo cinematografico della serie Conan con Arnold Schwarzenegger e vediamo che tutti gli elementi iniziano a prendere forma. Taito riuscì a collegare queste molteplici ispirazioni realizzando un titolo molto impegnativo e non certo ricco di varietà, ma dal carattere estremamente personale.

In Rastan, si trattava “semplicemente” di raggiungere la fine del livello eliminando tutto ciò che tentava di impedircelo nei panni succinti del classico barbaro super muscoloso. Al di là del protagonista e dei molti nemici, gli elementi chiave stavano nei moltissimi bonus e segreti disseminati lungo tutti i livelli. Già all’inizio, solo guardandosi attorno si notavano armi extra e potenziamenti chiaramente ispirati ai giochi di ruolo.

rastan-arcade2Dalle spade infuocate, passando per le immancabili pozioni, erano gli oggetti a solleticare la fantasia del giocatore che voleva scoprire gli effetti di ogni singolo potenziamento. E il design dei livelli puntava proprio su questo, con numerosi percorsi alternativi e passaggi segreti da scoprire solo rigiocando Rastan (e riempiendo il cabinato di monete).

Se la sostanza era parecchia, la realizzazione non faceva faville nemmeno ai tempi, al di là delle musiche molto evocative e di uno stile grafico abbastanza curato. Personaggi e fondali, anche per il periodo, erano rigidi e scarsamente animati nonché riciclati pesantemente anche tra livelli molto diversi tra loro.

Quel che rimane di Rastan, in definitiva, è l’enorme eredità che ha lasciato per molti successi seguenti. Praticamente tutti i picchiaduro fantasy arrivati dopo, a casa o in sala, devono qualcosa al titolo firmato Taito. Solo per questo meritava una doverosa citazione, e tutto il rispetto che possiamo dargli.

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