Snatcher – Mega CD

  • Presentazione
  • Grafica
  • Sonoro
  • Giocabilità
  • Longevità

Chi ha detto che il Mega CD non avesse capolavori? Forse, definire Snatcher “capolavoro” è esagerato ma sicuramente resta una pietra miliare del genere adventure. Firmato dallo stesso Hideo Kojima che divenne celebre grazie a Metal Gear, inizialmente uscì dopo lo stesso Metal Gear – in Giappone e su MSX. La versione qui analizzata, quella più nota a noi occidentali, arrivò ben sei anni dopo sulla sfortunata periferica CD-ROM per Mega Drive.

SnatcherCome tutti i titoli firmati Kojima, anche questo riprendeva alcuni film celebri nel periodo di lancio e in modo particolare Blade Runner. C’era lo stesso futuro “industrializzato”, lo stesso detective alle prese con androidi…quindi meno originalità. Ma Snatcher riuscì comunque ad avere un forte impatto sui giocatori grazie allo stile particolarissimo nella grafica, nei dialoghi e nel gameplay.

Eravamo solo nel 1994, quindi non c’era granché come concorrenza nello stesso settore e soprattutto su console. Vivere una storia, come si poteva fare con giochi simili, era un’esperienza diversa dai soliti action e platform game. Soprattutto quando dietro alla trama c’era la folle genialità di Kojima, con i suoi personaggi imprevedibili e situazioni mai scontate.

SnatcherSnatcher, inutile dirlo, colpiva soprattutto per gli sviluppi della trama e il modo in cui gli eventi erano stati collegati tra loro. Il giocatore non doveva fare molto, se non scegliere il comando giusto per “sbloccare” la schermata successiva. Le poche fasi in stile tirassegno, invece, risultavano molto prevedibili e abbastanza superflue.  Raro per l’epoca, una parte dei dialoghi era parlata, grazie allo spazio aggiuntivo offerto dal CD.

Rispetto all’anno di uscita, nonostante la censura subita in occidente, Snatcher risultava molto avanti come contenuti. Il tasso di violenza e sangue su schermo restava sempre elevato, come gli argomenti trattati. Kojima e il suo staff, insomma, stavano già andando contro i luoghi comuni oltre vent’anni fa. Pur essendo poco più di un libro interattivo, riuscì a catturare stampa e pubblico come pochi altri titoli sono riusciti a fare in seguito.