Zombies Ate My Neighbors – Super Nintendo

  • Presentazione
  • Grafica
  • Sonoro
  • Giocabilità
  • Longevità

Zombies Ate My Neighbors, solo Zombies in Europa, è uno di quei titoli “cult” che se uscisse oggi avrebbe forse più fortuna rispetto all’epoca di esordio. Eravamo nel 1993 inoltrato e i giochi basati sulla classica grafica bitmap stavano lasciando il posto al 3D, mentre l’humour nero non era nemmeno considerato dai videogame. Il titolo Konami, creato in origine dai veterani di LucasArts, aveva entrambi ma mancò il giusto periodo di uscita.

Zombies Ate My NeighborsParliamo sostanzialmente di uno sparatutto inquadrato dall’alto strutturato a labirinti, dove il compito del giocatore (due se c’era un amico nelle vicinanze) era salvare un certo numero di ostaggi. La differenza sostanziale stava nello scenario ispirato a classici del cinema horror come zombi, demoni, alieni e così via. Ogni ambientazione era ripiena di mostri che cercavano, come da titolo, di mangiare i nostri vicini.

Già da questa spiegazione, avrete capito che le risate erano un elemento chiave e l’umorismo la faceva da padrone. Perfino i due protagonisti non si potevano prendere sul serio nell’abbigliamento e nei movimenti, per non parlare dei suddetti vicini. Si andava dai turisti obesi alle ragazze pon-pon, tutti pronti a farsi eliminare dal nemico di turno senza battere ciglio.

Zombies Ate My NeighborsAssurdo parlarne oggi, ma finì nel mirino dalla censura: infatti, la versione europea aveva un nome più corto proprio per questo motivo. Vennero anche modificati alcuni nemici e certi effetti speciali, giudicati troppo crudi dai soliti benpensanti. Visto che la grafica aveva un aspetto da cartone animato, e non c’era nulla di realistico nel gioco, non si è mai capito fino in fondo il motivo di certi interventi.

Nonostante la pubblicità extra legata a questi tagli, Zombies Ate My Neighbors venne preso in considerazione solo dagli appassionati di cinema. Questi ultimi potevano finalmente esaltarsi in un gioco d’azione ripieno di elementi ispirati ai loro film preferiti, per quanto molto ripetitivo. Benché diventasse monotono sulla distanza, resta una delle produzioni più originali degli anni ’90 e un titolo davvero unico nel suo genere.