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Jurassic Park – Mega CD

Jurassic Park, il primo e unico, ha visto un buon adattamento su Mega CD che purtroppo non ha giocato quasi nessuno. Il lettore CD-ROM per Mega Drive era troppo costoso e troppo poco supportato, come numero di giochi, per essere anche popolare. Un vero peccato, perché si parla di uno tra i imiglior titoli di stampo adventure usciti a inizio anni ’90 su console.

Jurassic ParkEsatto: adventure. Mentre quasi tutti gli altri adattamenti del celebre film erano giochi d’azione o platform game, Sega scelse una strada del tutto diversa. Costruì l’avventura in stile PC con un’interfaccia “punta e clicca” e un motore grafico in soggettiva. L’obiettivo era recuperare le uova di tutte le specie di dinosauro ancora sull’isola, dopo gli eventi raccontati nel film.

La parte migliore del gioco si trovava nella libertà d’azione e nella varietà degli enigmi. Si passava dalla semplice chiave-porta all’uso di terminali e alla ricerca di oggetti. Meno convincente, per non dire superflua, la parte “action” con inutili sparatorie tra il nostro alter ego e i vari rettili. Oltre che difficili da superare, non aggiungevano praticamente nulla alla struttura complessiva.

Jurassic ParkSul lato tecnico, Jurassic Park oggi fa sorridere sia come dettaglio che come design ma bisogna considerare che uscì nel lontano 1993. L’uso misto di grafica disegnata a mano e al computer creava uno “stacco” evidente e dava al gioco un aspetto fin troppo grezzo. Più convicenti, gli effetti sonori e le musiche di stampo tribale oltre ai campionamenti vocali. Questi ultimi erano concentrati nella parte enciclopedica, con le schede su ogni specie di dinosauro.

Essendo tutto in inglese parlato e scritto, nonché piuttosto difficile, in Europa fu limitato anche dal punto di vista linguistico. Non parliamo dell’Italia dove, ancora oggi, sapere una lingua straniera è quasi un’eccezione. Ma al di là dei limiti veri o presunti, Jurassic Park fu un buon esperimento nel portare generi amati su computer nel mondo console. Oggi è la norma, ma oltre vent’anni fa non era sicuramente così.

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