Kung Fu Kid – Master System

  • Presentazione
  • Grafica
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Le arti marziali erano un classico degli anni ’80 nei fumetti, in televisione e al cinema. I videogame non potevano essere da meno e nello stesso periodo sfornavano a cadenza regolare eroi in kimono dai poteri chiaramente improbabili. Tra i meno conosciuti c’era Kung Fu Kid, in quanto produzione diretta a una console poco diffusa come il Master System.

Kung Fu KidDalla sua, il gioco targato Sega aveva un’attenzione al dettaglio e una qualità estetica fuori dal comune per il lontano 1987. Personaggi e fondali erano molto colorati e discretamente animati, ma era lo stile tipicamente giapponese (soprattutto nello scenario) a dargli un carattere tutto suo. Come giapponese è la cover che abbiamo scelto nell’immagine di apertura, visto che quella occidentale era ancora una volta orribile.

La struttura di gioco, purtroppo, non offriva granché rispetto ai tanti giochi simili visti in sala o su altri sistemi casalinghi. Si trattava di percorrere l’intero livello fino ad avviare lo scontro con il boss. La mancanza di cura nel gameplay spuntava subito dopo pochi secondi, visto che era possibile evitare molti nemici invece di combattere. Un gioco di arti marziali che premia la fuga? Il grande maestro non ne sarebbe felice.

Kung Fu KidBattute a parte, Kung Fu Kid mancava di originalità e profondità ma aveva comunque qualche elemento degno di nota. Gli scontri con i boss, ad esempio, andavano superati usando tattiche specifiche e mai banali, in quanto l’avversario ripeteva sì gli stessi comportamenti, ma con tempistiche diverse. In parole povere: era inutile studiarli a memoria perché serviva l’improvvisazione (e la fortuna).

Vista l’enormità di giochi ispirati allo stesso tema, Kung Fu Kid finì disperso in mezzo alla massa e non riuscì nemmeno a raggiungere un pizzico di fama. Di fatto, c’erano giochi simili che gli erano superiori più o meno in tutti gli aspetti a parte il dettaglio grafico. A ben vedere, è stata una delle prime lezioni sul fatto che la sola grafica non basta a creare un gioco di successo.