Omikron – PC

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L’anima nomade

Se c’è un titolo che meriterebbe un remake o una remaster al giorno d’oggi è proprio Omikron: The Nomad Soul, titolo incredibilmente ambizioso che è riuscito a segnare un’intera epoca del videogioco oltre che a portare nel mondo virtuale niente di meno che David Bowie.

Omikron è uno dei migliori lavori di David Cage, un titolo che rompe la barriera tra realtà e finzione dato che, all’inizio del gioco, un personaggio virtuale ci ruberà l’anima con un inganno, imprigionandoci (proprio noi) dentro al suo mondo alla ricerca della salvezza. Addirittura il titolo ci ricorda che la nostra anima è ancora lì, creando un sovrapporsi di realtà che dona spessore e mistero a un titolo già straordinario.

Omikron ci mette infatti di fronte ad un mondo incredibile, una realtà che fonde misticismo e cyberpunk che dovremo esplorare cambiando di corpo in corpo fino a recuperare la nostra anima e tornare finalmente nel nostro corpo.

Una produzione straordinaria

Il risultato è un’opera colossale, un gioco che non solo rompe le barriere tra finzione e realtà, ma che propone un intero mondo caratterizzato, vivo, ricco di personaggi e situazioni indimenticabili.

Una simile meraviglia soffre un po’ quando si tratta di affrontare le sequenze action, mentre l’esplorazione è piuttosto piacevole, i combattimenti sono realizzati davvero male, eccessivamente difficili, e diventaranno spesso dei muri invalicabili che rompono il ritmo della narrazione altrimenti eccellente.

Omikron è comunque un gioco indimenticabile, una delle esperienze più particolari e profonde di una intera carriera videoludica e un gioco da recuperare assolutamente, specialmente se amate i titoli dalla forte narrativa e l’opera di David Cage.

Piccola perla da non trascurare è la presenza di David Bowie, sia nella colonna sonora, che in pixel ed ossa reso immortale nella sua esibizione virtuale all’interno di un locale del gioco. Un motivo in più per ritornare nelle terre di Omikron e mettere in gioco la nostra anima ancora una volta.

 

 

 

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    Filippo Carignani Rispondi
    Set 12, 2018 @ 14:16 pm

    Capolavoro assoluto