Super Metroid – Super Nintendo

  • Presentazione
  • Grafica
  • Sonoro
  • Giocabilità
  • Longevità

Super Metroid è il motivo per cui la maggioranza dei fan Nintendo più anziani ricorda il nome Samus Aran e tiene in modo particolare a questa serie. Come pochi altri titoli, a oltre vent’anni dal lancio rimane un punto di riferimento per la categoria platform/adventure.

supermetroid-supernintendo1Già il primo episodio per Nintendo Entertainment System, e il secondo uscito su Game Boy, avevano fatto intravedere le potenzialità di questa saga come ambientazione e atmosfera, ma fu il Super Nintendo a dargli il valore che meritava. Non tanto sotto il profilo tecnico, pur competente e ben confezionato, quanto nella profondità di gioco e nella longevità enorme (per l’epoca).

Samus Aran, eroina dello spazio e guerriera infaticabile, si trovava di nuovo alle prese con la minaccia aliena Metroid sul pianeta Zebes. Esplorandolo in lungo e in largo, doveva cercare di spazzar via in maniera definitiva questo pericolo, potenziando le proprie armi ed eliminando la resistanza incontrata lungo la strada. Nella pratica, si trattava (come sempre per Metroid) di studiare la mappa di gioco alla ricerca di bonus e passaggi segreti, ma anche combattere con i nemici “normali” e gli immancabili boss.

supermetroid-supernintendo2La varietà di armi e potenziamenti, che aprivano nuovi passaggi nello scenario, l’ampia gamma di nemici e i colpi di scena sempre dietro l’angolo rendevano Super Metroid qualcosa di molto cinematografico. Questo nonostante fossero pochissimi gli “intermezzi” in senso stretto e il gioco puntasse tutto sull’azione. Un tipo di azione che è stato poi recuperato nella serie Metroid Prime e successivamente abbandonato (o almeno sospeso, come l’intera saga).

Anche sforzandosi, anche dopo tutti questi anni, è difficile trovare veri difetti in Super Metroid. Forse la varietà non altissima dei livelli e uno stile grafico a volte troppo spartano, ma sono più questioni di gusti che problemi reali. Il dato di fatto è che, rigiocandolo adesso, ci tiene incollati allo schermo come faceva a metà degli anni ’90. Più di ogni altra analisi, basta questo particolare come giudizio complessivo.