Turbo Charge – Commodore 64

  • Presentazione
  • Grafica
  • Sonoro
  • Giocabilità
  • Longevità

Nel 1991 il Commodore 64 era sulla piazza da quasi dieci anni e si stava avviando alla meritata pensione, ma prima riuscì a offrire alcune prove di forza entrate nella storia. Turbo Charge potrà non essere un capolavoro, ma tecnicamente spingeva ai limiti lo scatolotto marrone/grigio in settori come grafica e sonoro. Questo perché dietro c’erano i nomi di Chris Butler e Robin Levy, già celebri grazie a titoli come Power Drift e Armalyte.

Turbo ChargeTurbo Charge era un gioco di guida e combattimento sulla falsariga di Chase HQ ma più “aggressivo” nelle dinamiche portate su schermo. Invece di tamponare semplicemente le auto, o sparare quando capita, si ingaggiava da subito una vera e propria guerra a bordo della nostra Lamborghini Countach. Perché avessimo scelto proprio un’auto così costosa e difficile da guidare rimane un mistero, ma il fascino delle supercar era irraggiungibile a quei tempi.

Tornando al gioco, ci vedeva impegnati a catturare o più spesso eliminare vari terroristi nelle zone più pericolose del pianeta (che poi sono le stesse di oggi, vedasi Medio Oriente). Dovevamo correre, raggiungere il bersaglio entro il tempo limite e quindi bloccarlo/eliminarlo restando vivi. A impedircelo, arrivavano schiere di veicoli armati fino ai denti nonché aerei ed elicotteri.

Turbo ChargeDiscreto come gameplay, era spettacolare visto in azione considerando i limiti del Comoodore 64. L’ottima sensazione di velocità e i molti oggetti su schermo si vedevano di rado su questo formato, senza contare i tocchi di classe. Ad esempio, i fori di proiettile sullo schermo a indicare l’energia in calo, oppure le animazioni e schermate di intermezzo in stile console. Nemmeno la parte audio venne trascurata, con musiche a tema che seguivano lo stile dei vari scenari.

Ma oltre a sparare, dovevamo tenere conto degli ostacoli presenti sulla strada, del traffico e degli imprevisti. Il più fastidioso era la presenza dei bivi: scegliendo la strada sbagliata, e non c’erano indicazioni di sorta, si finiva dritti contro un muro. Anche cartelli stradali e mine non scherzavano, arrivando a complicare di molto certe sezioni. Questo era il limite principale di Turbo Charge, oltre ai caricamenti fastidiosi che talvolta spezzavano lo scorrere delle varie missioni.

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