Zelda: Ocarina of Time

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Ci sono classici, titoli imperdibili o capolavori…e poi c’è Zelda: Ocarina of Time. Vero e proprio monumento per il genere action/adventure, ha posto le fondamenta per tutti gli “Zelda moderni” usciti dopo. Tant’è che ancora oggi la serie segue l’impostazione base di questo titolo, nonostante abbia ormai quasi vent’anni. Nel 1998, quando finalmente arrivò su Nintendo 64, fu uno di quei rari casi in cui fu difficile leggere un solo parere negativo.

Zelda: Ocarina of TimeDi base non faceva altro che spostare i vecchi episodi in un mondo poligonale conservando intatti gameplay, stile grafico e protagonisti (almeno nei nomi). Nei panni di Link, andavano superate le varie quest parlando prima con l’immancabile personaggio non giocante che sbloccava l’inizio della singola missione. Ma l’enorme libertà con cui potevamo farlo, unita al fascino inconfondibile della grafica, cambiarono tutto.

Zelda: Ocarina of Time era quasi due o tre giochi in uno: se all’inizio sembrava il solito gioco d’azione fantasy, dopo qualche ora prendeva una direzione molto più consistente sul lato narrativo. Non solo questo: cambiavano protagonisti, oggetti e scenari grazie allo stratagemma dei viaggi nel tempo, aprendo un nuovo microcosmo di possibilità. Il tutto, continuando a offrire esplorazione e combattimenti talmente ben studiati che ancora oggi funzionano allo stesso modo.

Zelda: Ocarina of TimeAveva dei difetti? Forse la prima parte troppo lineare, il motore grafico non sempre impeccabile e qualche sotterraneo troppo complesso, ma bisogna considerare la sua vastità. Per un titolo su cartuccia, avevamo più ore di gioco rispetto alla media delle produzioni su CD-ROM, con pochissimi filmati o interruzioni di sorta. Per qualche mese, chi criticava Nintendo per l’uso di un supporto “demodé” dovette stare in silenzio.

Se dopo tutto questo tempo un gioco ha ancora la stessa fama del primo giorno, ogni ulteriore considerazione è quasi superflua. Zelda: Ocarina of Time ha lasciato un ricordo indelebile in tutti quelli che l’hanno completato, fissando uno standard che la stessa Nintendo ha fatto fatica a raggiungere negli anni successivi. Gli episodi più recenti potranno essere simili come grafica e gameplay, ma nulla supera il coinvolgimento del primo capitolo per Nintendo 64.

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