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ISS Pro Evolution – PlayStation

Un qualsiasi episodio della serie Winning Eleven/ISS andrebbe bene come punto chiave nell’evoluzione dei giochi di calcio, ma ISS Pro Evolution ha avuto un ruolo fondamentale in questo processo. Fu il primo capitolo a introdurre la Master League, il torneo simil-gestionale che ancora oggi rappresenta il cuore della struttura del calcio Konami. Ai tempi, si parla del 1999, fu un fulmine a ciel sereno tanto che tutti, FIFA compreso, dovettero prendere nota.

ISS Pro EvolutionMa non c’era solo la Master League a separare questo capitolo dai precedenti, visto che per la prima volta arrivano (tra le squadre disponibili) i club europei. Non erano aperti alla selezione normale della partite veloci ma solo alla carriera a meno di “esportarli” dalla stessa Master League. In ogni caso, la loro semplice presenza dava ancor più varrietà a un gioco che, per quell’epoca, risultava davvero enorme.

Anche arrivati sul campo, l’impressione di avere a che fare con il gioco di calcio “definitivo” era molto forte. Al di là della grafica non bellissima, ma accettabile per una PlayStation, il livello di simulazione restava alle stelle. Anzi, era superiore all’erede moderno Pro Evolution Soccer se pensiamo a come fosse difficile segnare. Le difese, tanto per dirne una, non facevano sconti e non lasciavano i “buchi” tipici della versione moderna.

ISS Pro EvolutionIn negativo, ISS Pro Evolution soffriva ancora moltissimo dei famigerati binari, ovvero i percorsi prestabiliti in cui potevano muoversi i vari giocatori. La libertà di movimento, soprattutto nei passaggi, era molto limitata rispetto a oggi ma con l’esperienza questo aspetto dava meno fastidio. Soprattutto perché altre caratteristiche, a cominciare dal realismo, erano una cosa mai vista per quei tempi.

Su questo singolo gioco sono state spese, probabilmente, più ore che con l’intero parco titoli PlayStation e non stiamo esagerando. Grazie a ISS Pro Evolution si è creato quel “movimento” di appassionati che ha trasformato la serie da fenomeno di nicchia al campione d’incassi che è oggi. Tutto questo grazie a un produttore giapponese di fede interista qual è Shingo “Seabass” Takatsuka, e tantissimo impegno.

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