Super Punch-Out – Super Nintendo

  • Presentazione
  • Grafica
  • Sonoro
  • Giocabilità
  • Longevità

Super Punch-Out fu quasi un remake del precedente, e più famoso, episodio per Nintendo NES. Con l’addio a Mike Tyson dopo le sue disavventure legali, Nintendo doveva puntare unicamente sul gameplay e sulla popolarità del primo capitolo (nessuno si ricordava delle versioni arcade). Riuscì a centrare un altro successo valorizzando, invece, lo stile grafico e abbassando la difficoltà.

Super Punch-OutCome nell’originale, la boxe era solo un pretesto per mostrare personaggi buffi e applicare una struttura più simile ai puzzle game. Di sportivo non c’era quasi nulla, in Super Punch-Out, dato che erano richiesti ottimi riflessi e la conoscenza del nostro avversario. Solo schivando le sue mosse e colpendo al momento giusto potevamo avere una chanche di vincere, senza alcun allenamento o strategia particolare.

Ma il bello dell’intera serie è proprio questo: chiunque può giocare senza dover imparare prima comandi, tattiche o simili. Anche in Super Punch-Out, bastavano pochi secondi (e qualche pugno subito) per capire come limitare le cadute al tappeto. Il resto era puro divertimento grazie alle espressioni di sorpresa dell’avversario e ai tanti effetti speciali in stile cartone animato.

Super Punch-OutTecnicamente, si presenta bene ancora oggi grazie all’ottima grafica. Risaltano, in particolare, la cura nelle animazioni e il design dei personaggi che spicca sopra qualsiasi concorrente (pochi, in realtà). Alcuni avversari arrivavano addirittura dalle vecchie versioni coin-op in qualità di omaggio per i fan. Altri, rispetto alla versione NES, sparirono invece a favore di new entry meno carismatiche.

Benché non avesse la stessa originalità dei predecessori né il richiamo di un nome importante sulla copertina, Super Punch-Out fu un discreto successo. Nel 1994, quando uscì, i giochi di boxe erano piuttosto rari e ancor meno quelli in stile cartoon. Ciò gli diede più spazio sulle riviste e nella lista della spesa dei possessori di Super Nintendo, in gran parte soddisfatti dell’acquisto. Eppure non offriva nulla di nuovo, ma “solo” un divertimento parecchio sopra la media.

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