Zelda – NES

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Il primo capitolo della serie Zelda per NES rappresenta il prototipo del classico senza tempo e un esempio di come la grafica debba essere sempre funzionale al gameplay. Insieme a una manciata di titoli, negli anni ’80, ha rilanciato i videogame come passatempo e industria dopo il crollo dell’Atari, spingendo il Nintendo Entertainment System verso record insospettabili.

zelda-nes1Tutto questo sfruttando una manciata di colori, tantissime schermate fisse e la più classica delle storie fantasy sull’eroe senza macchia né paura. Ma fermarsi alla superficie di Zelda vuol dire fare un torto gravissimo al suo team creativo, capitanato (tanto per cambiare) da Shigeru Miyamoto. Gli sviluppatori fecero della profondità una religione costruendo attorno alla semplice grafica di Zelda un titolo davvero immenso.

Per rendersene conto, basta ricordare che già ai tempi circolavano le mappe su carta del mondo di gioco, che nemmeno comprendevano tutti i sotterranei. Oltretutto, erano liberamente modificabili (con la penna!) dai giocatori così che potessero includere annotazioni su segreti, scorciatoie e nemici. Zelda, insomma, si presentava come un semplice arcade adventure ma vantava in certi aspetti lo stesso spessore di un gioco di ruolo.

zelda-nes2Tant’è che tutti gli episodi successivi, pur aggiornando la parte tecnica, hanno conservato intatto lo schema base concentrato su esplorazione-combattimento-interazione. Con i personaggi non giocanti, di sicuro, ma anche con lo scenario per risolvere puzzle e trovare preziosi potenziamenti. Caratteristiche già presenti nella prima versione NES che, per i tempi, fu un fenomeno senza eguali.

Segnò anche un nuovo inizio per le confezioni legate ai videogame, dato che la cartuccia era dorata e la scatola aveva un foro in alto a sinistra sulla parte frontale (proprio per far vedere il colore oro). Considerato che eravamo nel 1986 tutte le “limited” uscite in seguito, nonché le confezioni speciali odierne, devono rendere omaggio a Nintendo. E Zelda era così in tutte le versioni, non solo per chi pagava di più…