Crime Fighters – Arcade

  • Presentazione
  • Grafica
  • Sonoro
  • Giocabilità
  • Longevità

Crime Fighters era ed è tuttora un gioco molto divertente. Sembra scontato dirlo, ma quanti titoli vi fanno ridere, arrabbiare, talvolta infuriare e insieme vi tengono incollati allo schermo? Il picchiaduro firmato Konami aveva tutte queste qualità e resta uno dei migliori esponenti del genere visti in sala giochi a fine anni ’80. Purtroppo, non avendo nessuna licenza famosa nel titolo, è stato dimenticato troppo in fretta.

Crime FightersAmbientato nella classica metropoli americana ripiena di criminali, ci metteva nei panni di un poliziotto (o fino a quattro nel cabinato deluxe) deciso a ripulire le strade per salvare molte donzelle rapite. Già la premessa, di fare l’eroe solo per il gentil sesso, prometteva molto bene ma era lo svolgimento dell’azione a rivelarsi eccellente. Soprattutto grazie alla forte carica di umorismo e ai personaggi molto ben caratterizzati, benché piccoli.

Più della grafica, si notava il sonoro con una serie di musiche molto orecchiabili e dal ritmo incessante. Basate sullo stile tipico dell’epoca, univano pop e rock per creare l’atmosfera da classico film d’azione. Le frasi campionate non erano moltissime, ma puntuali nei momenti chiave del gioco.

Crime FightersCon uno svolgimento a scrolling laterale e uno stile grafico simile ai fumetti americani, Crime Fighters seguiva alla lettera lo schema tipico del genere beat’em up. Si trattava di conservare più energia possibile fino allo scontro con il boss di fine livello, maltrattando in vari modi la gentaglia incontrata lungo la strada. E qui partivano le risate: tra le mosse, c’era ogni genere di scorrettezza, compresi i calci nelle parti basse con tanto di effetto sonoro.

Crime Fighters ottenne un discreto successo in sala giochi e gli onori di un seguito, ancor più fuori di testa come humour. Ma ormai il momento di gloria dei picchiaduro a scorrimento era passato ed erano gli emuli di Street Fighter II a farla da padrone. Per questo motivo, è il primo capitolo che si merita il massimo riconoscimento essendo riuscito a unire violenza, risate e stile anni ’80 come pochi altri.