Gran Turismo, l’opera magna di Yamauchi, e come ha cambiato le simulazioni di guida

Il capo di Polyphony Digital, Kazunori Yamauchi, ha parlato del suo Gran Turismo, uno dei giochi più impressionanti dell’era Playstation capace, da solo, di influenzare per sempre il mondo delle simulazioni di guida.

Kazunori Yamauchi, creatore del titolo del 1997 ha raccontato nel corso di un’intervista, come il titolo abbia rivoluzionato il mercato dei racing game.

Un elogio non proprio imparziale, ma che non possiamo che sottoscrivere.

“All’epoca, nel 1997, penso che quello che abbiamo raggiunto sia stato creare veramente qualcosa che in molti a quel punto aspettavano”. Un qualcosa “quasi ordinario, che sarebbe dovuto esserci”.

Secondo l’autore, Gran Turismo ha definito lo standard dei giochi di guida, segnando un confine preciso tra quello che viene prima e quello che è venuto dopo.

Si tratta di un’affermazione forte, ma non inedita nel mondo dei videogiochi.

Basti pensare a come Rockstar Games abbia definito in modo chiaro gli open world, o come, titoli come The Last of US, abbiano tracciato un segno per la narrativa.

Il game designer ha fatto qualche paragone per descrivere ciò che prova nei confronti del suo lavoro e del suo gioiello, tra i retrogames di corse più amati:

“È come quello che è successo con i Beatles: hanno creato la musica pop e questa è diventata normale ai giorni nostri, uno standard. Ma se non ci fossero stati i Beatles potremmo non aver mai avuto la musica pop e penso che questo sia ciò che significa essere veramente creativi”.

Certo, Gran Turismo non è l’unico gioco di guida che ha fatto dei passi in avanti importanti.

Ancora oggi però, ricordiamo l’impatto del titolo alla sua uscita, la grafica impressionante e il realismo, fino ad allora praticamente impensabile.

E voi? Avete giocato a Gran Turismo nel 1997? E che ricordi avete di questo capolavoro ormai entrato nella storia dei racing games?

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