Super Street Fighter II Turbo – Arcade

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Super Street Fighter II Turbo rappresenta l’edizione definitiva di Street Fighter II, quella che in pratica segnò la fine dello sfruttamento commerciale ai danni di uno tra i migliori giochi di sempre. Capcom, nel 1994, aveva spremuto ogni singolo pixel da questo picchiaduro e non sapeva più come riportare altra gente nelle sale giochi. Eppure riuscì a reinventarsi, e riciclarsi, con un’altra idea geniale.

Super Street Fighter II TurboVisto che il fulcro della serie erano i suoi personaggi, iniziò a creare aspettativa annunciando la presenza di un ultimo boss super segreto che in seguito avremmo conosciuto come Akuma. Oggi è un classico dei picchiaduro Capcom, ma a quei tempi era solo una sagoma oscurata appositamente. Per affrontarlo, dovevamo essere esperti, non solo perché il gioco era più impegnativo: servivano almeno tre “perfect score” e arrivare in fondo senza sconfitte.

Ma non c’era solo questo: il capitolo precedente aveva aggiunto alcuni lottatori extra mentre stavolta arrivavano gli upgrade alle mosse e una maggiore velocità. L’aggiunta più importante, erano le Super Combo caricabili: combinazioni potentissime che avevano la loro barra in fondo allo schermo. Altre novità riguardavano più da vicino i giocatori esperti, come la possibilità di contrastare le proiezioni limitando i danni.

Super Street Fighter II TurboIn buona sostanza, era lo stesso Street Fighter II di sempre con più velocità, più mosse e addirittura (sarcasmo!) un personaggio extra. Ma fu ancora un successo, grazie all’abilità di Capcom nel promuovere il suo titolo e portarlo puntualmente sulle piattaforme da casa. Benché il 3D iniziasse a far sembrare questi giochi fuori moda, il fenomeno Street Fighter II aveva ancora un certo fascino e il gioco restava, comunque, un ottimo picchiaduro.

Super Street Fighter II Turbo, visto prima del lancio come la pietra tombale della saga, riuscì invece a zittire la critica e convincere il pubblico. Non solo Capcom passò indenne attraverso la grafica poligonale, ma ancora oggi dà lezioni sul genere picchiaduro. Se volete una prova del perché, vi basta dare un’occhiata al filmato qui sotto.